Lo spettacolo, pur nella grande differenza dei tre brani che lo compongono, è comunque legato da un comune denominatore: il rapporto con la natura. Il famoso coreografo francese Thierry Malandain, direttore artistico del Ballet de Biarritz, ci propone un mondo simbolico e di fantasia nella sua rielaborazione de “La Morte del Cigno” trasformandolo in un trio che evoca la sua potenza e grazia. . Il coreografo immagina tre donne scese dal cielo sulla terra per rendere il loro ultimo soffio, prima di trasformarsi in cigni e intraprendere un nuovo volo.
A seguire la dinamica coreografia “Subliminal Instant” che ha come protagonista il corpo umano. L’autore, Jacopo Godani, forse il coreografo italiano di maggior proiezione internazionale, realizza un differente approccio alla dinamica del movimento e dei gesti del danzatore, attraverso una destrutturazione del movimento stesso. Ogni articolazione agisce indipendentemente dalle altre e il movimento creato fa scaturire, come in un effetto a catena, quello successivo. Conclude la serata “Il Prato di Ludwig” di Paolo Mohovich, coreografia che sposa lo spirito della Pastorale di Beethoven. Il balletto pone l’uomo al centro della natura per poi trasformarlo in altre creature dei boschi. In questi esseri, probabilmente cervi, si riflette l’idea panteistica di comunione tra uomo e natura, ma che viene volutamente frantumata dal coreografo per ricordarci come gli uomini spesso rompano gli equilibri naturali.
BALLETTO DELL’ESPERIA
Più volte presente alla Rassegna Invito alla Danza, è una compagnia di danza contemporanea attiva in Italia dal 1999. Realtà consolidata di livello internazionale, il Balletto dell’Esperia è stato invitato in questi anni in prestigiosi teatri e festival in Italia, Spagna, Francia, Cipro, Argentina, Uruguay, Brasile, Cile e Stati Uniti. Dall’ottobre 2006 è compagnia associata della Fondazione Teatro Piemonte Europa, con residenza teatrale al Teatro Astra di Torino. Frutto di questa collaborazione è il Centro Coreografico Progetto Rettilario, un nuovo polo per la danza contemporanea, che estende il suo raggio d’azione sui versanti della programmazione, della produzione e della promozione dell’arte coreutica. Ne è direttore Paolo Mohovich, coreografo, ballerino e fondatore del BdE