
foto di ANTONY CRICKMAY
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8 - 9 luglio
RAMBERT DANCE COMPANY
Serata Rambert
Irony of Fate cor. Rafael Bonachela, musica: Vytautas Barkauskas
Dark Elegies cor. Antony Tudor, musica: Gustav Mahler
Divine Influence cor. Martin Joyce, musica: Ludwig van Beethoven
Swamp cor. Michael Clark, musica: Bruce Gilbert
(prima nazionale)
PRIMO SETTORE
Intero € 23 Ridotto € 21
SECONDO SETTORE
Intero € 18 Ridotto € 16
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La Compagnia, fondata nel 1926 da Marie Rambert, è la più antica e prestigiosa della Gran Bretagna oltre che d'Europa. Con un repertorio di creazioni innovative accanto a performances di tradizione classica e neoclassica, la Rambert è nota in tutto il mondo per la produzione di spettacoli di grande qualità eseguiti con assoluta perfezione tecnica. Tra i più importanti coreografi contemporanei hanno lavorato per il Rambert, affiancati da personaggi storici della danza come Frederich Ashton o Antony Tudor. La compagnia si è esibita nei più importanti teatri e festival internazionali dall'Europa alla Russia, dalla Cina al Sud America e nei suoi lunghi anni di lavoro ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i più recenti ricordiamo TMA Olivier Awards e il The Place Prize for Dance. La Rambert è presente per la prima volta a Roma e propone in prima nazionale coreografie storiche come Dark Elegies con le nuove produzioni di quest'anno
Serata Rambert
Dark Elegies
È un balletto storico della compagnia. Creato da Antony Todor su musica di Mahler fu presentato per la prima volta a Duchess Theatre di Londra nel 1937. Lo stile coreografico combina una tecnica classica ad uno stile più moderno ispirato al lavoro di Kurt Joss
Swamp
Il lavoro fu creato da Michael Clark appositamente per il Rambert e si ispira al film Chi ha paura di Virginia Woolf?, infatti il titolo deriva da Swampy il soprannome che la protagonista usa per il marito. Il balletto si articolala in 3 diverse parti ed alterna duetti a pezzi d'insieme.
Irony of Fate
Creato dal coreografo associato Rafael Bonachela per la Giornata Mondiale della Danza a Madrid nel 2004. È un assolo che vuole raccontare un immaginario dialogo tra l'interprete e la frizzante musica di un violino.
Divine Influence
Il coreografo Martin Joyce, nella creazione della performance, si ispira alla versatilità ed espressività della ballerina Angela Towler, sua partner in questo passo a due. Di stile coreografico di pura danza contemporanea, nasce sulla Sonata n.14 di Beethoven.