13 e 14 luglio - giovedì e venerdì

Compagnia di danza Teatro di Torino

Io, Giacomo Casanova

balletto in nove seduzioni e un epilogo coreografie di Karole Armitage

Ispirato alla "Histoire de ma vie", le famose memorie di Giacomo Casanova, è il secondo capitolo di un’ideale trilogia italiana sulla menzogna di Karole Armitage, dopo Pinocchio e prima del prossimo progetto su Machiavelli. La coreografa americana è tra gli artisti di punta della danza contemporanea internazionale: conosciuta e apprezzata per le sue creazioni per il New York City Ballet, per l'Opéra di Parigi, per i Ballets di Montecarlo e per molte altre compagnie europee e americane, ha acquisito celebrità anche presso il vasto pubblico dei giovani grazie alle coreografie realizzate per i video di Madonna. L'arte della seduzione è protagonista dello spettacolo in scena a Villa Massimo, che racconta "l'ansia contemporanea dell'amore", ritratta in una serie di scene prese dal libro o immaginarie.

Io, Giacomo Casanova è metafora della complessità e delle contraddizioni psicologiche dell’erotismo e dell’amore, di ieri e d’oggi, tra solitudine, desiderio, legame e libertà.

Fra gli interpreti Antonia Franceschi, prima ballerina del New York City Ballet, Nicolas Musin dell’Opera di Vienna e, tra i solisti della compagnia torinese, Matteo Levaggi, uno dei giovani artisti italiani emergenti, conosciuto anche al pubblico televisivo.

Lo spettacolo si avvale di alcune composizioni originali, appositamente scritte da tre musicisti contemporanei (Georges Coroupos, David Shea e Giovanni Sollima) e di brani selezionati di autori del ‘900 (Thomas Adès, Giustino di Gregorio, Alfred Schnittke, John Zorn).

I costumi dell'indiano Arjun Bhasin - attualmente tra i creatori più richiesti sui set cinematografici americani - con la ricchezza di colori e la varietà dei tessuti retituiscono la tavolozza variopinta del ‘700 veneziano.

In scena, oltre ai danzatori, anche il giovanissimo sopranista Anthony Costanzo, già noto al pubblico per aver partecipato al film di James Ivory "La figlia del soldato non piange mai".

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